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Lussazione della spalla, cosa fare?

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La spalla è una delle articolazioni più suscettibili a una lussazione, che si verifica quando la testa dell’omero, cioè l’osso che congiunge il braccio alla spalla, fuoriesce dalla sua sede naturale perdendo i normali rapporti articolari con una parte della scapola chiamata glenoide. Cosa fare se la spalla è lussata? Lo spiega il dottor Michele Verdano, specialista in ortopedia e traumatologia della spalla a Parma.

Una delle più frequenti cause di lussazione della spalla è un trauma, spesso provocato da attività sportive come il rugby, il calcio e il judo, o da una caduta. «La lussazione della spalla – spiega il dottor Michele Verdano, specialista in ortopedia e traumatologia di spalla a Parma – è un infortunio che si riconosce subito perché provoca dolore, non si riesce a muovere il braccio e visivamente si nota un’alterazione della normale conformazione fisica della spalla».

Cosa fare in caso di lussazione della spalla

Se si sospetta una lussazione della spalla, chiamare soccorsi o recarsi in breve tempo al più vicino pronto soccorso. «In pronto soccorso, una radiografia è sufficiente per constatare se la spalla è effettivamente lussata – precisa l’esperto -. Se la diagnosi è confermata, si interviene con manovre di riduzione in modo da riportare l’omero nella sua sede naturale. Successivamente vengono valutati gli eventuali effetti del trauma grazie a risonanza magnetica, con o senza mezzo di contrasto, che permette di vedere se ci sono stati danni ai tessuti molli. Gi aspetti ossei, invece, richiedono una TAC, con o senza mezzo di contrasto».

Il trattamento

Una volta verificata l’effettiva lussazione della spalla, il trattamento prevede l’uso di un tutore per due-quattro settimane e riabilitazione successiva per circa tre mesi. «Il periodo di riabilitazione – continua il dottor Verdano – serve a far recuperare al paziente la normale articolarità e in particolare a rinforzare la muscolatura scapolo-toracica. Esistono tuttavia casi in cui si rivela necessario dover intervenire per via chirurgica, ad esempio, – conclude lo specialista di spalla – se vi è un alto rischio di recidiva, cioè che si lussi nuovamente la spalla, o se il paziente ha delle richieste funzionali molto alte, come nel caso degli sportivi. Bisogna precisare che, in ogni caso, solo dopo la riabilitazione si può valutare la possibilità di tornare a praticare esercizio fisico».

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Dottor Michele Verdano

Specialista in Ortopedia e Traumatologia della Spalla. Socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito, ha pubblicato 14 lavori scientifici principalmente sulle patologie di spalla e, fino ad oggi, sono oltre 2.500 gli interventi alla spalla che ha effettuato, in prevalenza con tecnica artroscopica.

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