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Cuffia dei rotatori, successo per il congresso sui nuovi materiali e le nuove tecniche di intervento

Il 22 giugno a Parma venti ortopedici si sono riuniti per discutere dei nuovi metodi di sutura e delle nuove tecniche artroscopiche per la cura delle lesioni della cuffia dei rotatori. Un appuntamento presieduto dal dottor Michele Verdano, specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale Maggiore di Parma, e dal dottor Paolo Baudi, specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale di Suzzara (MN).

Il Rotator Cuff Repair Re-Live Festival 2018, che si è tenuto lo scorso 22 giugno a Parma, è stato un momento di confronto per venti ortopedici impegnati nella cura delle patologie di spalla. In particolare, il congresso ha affrontato le lesioni della cuffia dei rotatori, facendo il punto sulle nuove tipologie di suture che sono oggi disponibili e le più recenti tecniche artroscopiche. «Le novità più importanti che sono emerse – commenta il dottor Michele Verdano, specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale Maggiore di Parma – sono l’utilizzo di materiali nuovi, come le ancore cave all’interno che consentono di fissare in maniera forte e duratura il tendine all’osso. Questo permette ai fattori di crescita di provenire dalla parte ossea e al paziente di recuperare più efficacemente dall’intervento. Oggi, per la riparazione delle lesioni della cuffia dei rotatori, è possibile usufruire di ancore costituite interamente in tessuto, che consentono di evitare l’utilizzo di materiali metallici all’interno dell’articolazione di spalla per effettuare l’ancoraggio. Il congresso – continua lo specialista ortopedico – è stata l’occasione per fare il punto sui vantaggi apportati dall’utilizzo di questi nuovi materiali e di queste nuove tecniche».

Cosa succede in fase post-operatoria?

I nuovi strumenti, materiali e tecniche consentono ai chirurghi di poter operare, quando necessario, in maniera meno invasiva ma allo stesso tempo efficace. Per i pazienti che si sottopongono a un intervento, questo si traduce in minor tempo di recupero post-operatorio e in migliore tenuta dei tendini riparati della cuffia dei rotatori. «Nonostante i nuovi materiali e i dispositivi utilizzati – sottolinea il dottor Verdano – nel post-operatorio l’obiettivo è di garantire ai tendini la possibilità di ripararsi. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario un primo periodo di riposo, con 3-4 settimane di tutore che consentono al tendine di riprendere la sua vitalità. In seguito, è possibile rimuovere il tutore e passare alla fisioterapia, prima passiva e poi attiva. Anche con il tutore stesso si può eseguire, in maniera delicata, una fisioterapia autogestita dal paziente sin dal primo giorno dopo l’intervento. Quello che cambia rispetto al passato – precisa lo specialista – è la possibilità di effettuare riparazioni della cuffia dei rotatori con maggior tenuta e il rispetto della biologia seguendo la tempistica classica per il recupero da parte del paziente, sia in ambito lavorativo che sportivo».

L’importanza dell’ecografia nel trattamento delle patologie di spalla

Durante il convegno c’è stata l’occasione  di parlare anche dell’importanza dell’ecografia come strumento diagnostico, per consentire agli specialisti ortopedici di poter effettuare delle prime visite e delle valutazioni più precise. «Per i chirurghi che operano le patologie di spalla – afferma il dottor Paolo Baudi, specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Ospedale di Suzzara (MN) – l’ecografia è uno strumento molto importante perché consente di effettuare una diagnosi precisa delle lesioni e del problema che colpisce i pazienti. Inoltre, grazie all’ecografia, è possibile anche effettuare prelievi di versamento, se presente, o infiltrazioni eco-guidate. Tutto ciò consente di migliorare nettamente il dolore avvertito dal paziente e di risolvere, parzialmente o completamente, l’eventuale patologia di spalla, senza dover obbligatoriamente intervenire per via chirurgica. Oltre tutto – conclude l’esperto – l’ecografia viene utilizzata nel monitoraggio dei pazienti dopo un intervento per controllare il livello di cicatrizzazione della riparazione effettuate e l’andamento clinico del post-operatorio»

 

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Dottor Michele Verdano

Specialista in Ortopedia e Traumatologia della Spalla. Socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito, ha pubblicato 14 lavori scientifici principalmente sulle patologie di spalla e, fino ad oggi, sono oltre 2.500 gli interventi alla spalla che ha effettuato, in prevalenza con tecnica artroscopica.

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