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Artrosi di spalla

COSA E’ L’ARTROSI DI SPALLA

L’artrosi di spalla è una patologia della cartilagine. Nel tempo, lo spessore della cartilagine si riduce, si formano depressioni e solchi, fino anche a consumarsi. Con il progredire e l’aggravarsi dell’artrosi, possono formarsi:

  1. fori (geodi), all’interno dell’osso al di sotto della cartilagine
  2. becchi d’osso (osteofiti), ai margini dell’articolazione, che contribuiscono a limitare la mobilità della spalla

La membrana sinoviale che avvolge l’articolazione può infiammarsi, dando luogo a sinovite, e aumentare la produzione del liquido sinoviale, con conseguente gonfiore articolare.

Cause                                        

L’artrosi è un evento naturale, legato all’usura a cui tutte le articolazioni vanno incontro con l’età. Tuttavia, esistono fattori generali (dell’intero organismo) e locali (della spalla) che
possono predisporre all’artrosi.

Fattori generali più frequenti:

  1. ereditarietà
  2. alterazioni metaboliche, come per esempio il diabete oppure ormonali


Fattori locali più frequenti:

  1. esiti di processi infiammatori, infettivi o traumatici
  2. rottura della cuffia dei rotatori

Sintomi

Nelle fasi iniziali: dolore di lieve entità soltanto durante i movimenti della spalla, e non a riposo.

Nelle fasi avanzate: dolore pressoché costante a causa di processi infiammatori cronici,
si associano gonfiore, “rumori articolari”, ridotta mobilità della spalla e atrofia muscolare (perdita del volume muscolare).

                                       

Esami diagnostici

Il solo esame radiografico (Rx), eseguito nelle proiezione standard e in alcuni particolari assi, può essere sufficiente a dimostrare la riduzione dello spazio articolare, la presenza di geodi e osteofiti e di stabilire la gravità dell’artrosi. In caso sia necessario l’intervento, può essere utile effettuare una TAC per valutare l’orientamento spaziale della cavità glenoidea.

SI PUO’ CURARE L’ARTROSI SENZA INTERVENTO CHIRURGICO?

Solo nei pazienti giovani e nelle forme di grado lieve, cioè quando la cartilagine che riveste l’omero o quella della cavità glenoidea non sia notevolmente assottigliata e degenerata. In questi casi, il trattamento consiste in:

  1. uno o più cicli di fisiochinesiterapia, utili per ridurre il dolore e mantenere l’articolarità della spalla
  2. antiinfiammatori
  3. una o più infiltrazioni di cortisonici o acido ialuronico nell’articolazione (eseguite da ortopedici esperti)

TRATTAMENTO CHIRURGICO DELL’ARTROSI

QUANDO È NECESSARIO?

Nel caso di pazienti affetti da artrosi di grado marcato, con dolore persistente e con ridotta mobilità della spalla, il trattamento è rappresentato essenzialmente dall’impianto di
protesi articolari. Esiste tuttavia anche un approccio artroscopico, ma solo in alcuni
casi selezionati (liberazione delle aderenze, artrolisi, rimozione corpi mobili).

INTERVENTO DI PROTESI DI SPALLA

Caratteristiche 

Si tratta della sostituzione chirurgica di una articolazione gravemente danneggiata (da artrosi o traumi) con nuovi elementi articolari disegnati appositamente per consentire il più ampio
movimento articolare possibile. Questi elementi sono costituiti, generalmente,
da una combinazione di metallo (titanio e leghe varie) e una speciale plastica (polietilene).

Anestesia

L’intervento viene di solito effettuato in anestesia generale anche se, in alcuni casi, si può utilizzare dell’anestesia “plessica”, cioè locoregionale.            

Benefici                                        

L’intervento di protesi di spalla è effettuato principalmente per ridurre il dolore. Questo beneficio non è immediato subito dopo l’intervento, ma richiede qualche settimana; per questo, non bisogna restare delusi se il dolore non passa subito, ma impegnarsi invece negli esercizi come consigliato da medici e fisioterapisti.

Oltre al sollievo dal dolore, si può trarre giovamento anche nell’esecuzione dei movimenti, in base alla rigidità della spalla nei mesi precedenti all’intervento e all’impegno profuso nell’eseguire, nei giusti tempi, il programma di esercizi proposto dopo l’intervento chirurgico.                                            

Artroprotesi totale: cosa significa?

E’ un tipo di intervento chirurgico di protesi di spalla in cui vengono sostituite sia la testa dell’omero sia la cavità che la contiene (glenoide). Questo tipo di intervento è solitamente consigliato quando l’artrosi ha danneggiato entrambe le parti dell’articolazione.

I principali tipi di protesi:

Protesi di rivestimento

Protesi inversa

Protesi anatomica                                                                                        

EMIARTROPLASTICA: cosa significa?

L’emiartroplastica è un intervento chirurgico di protesi di spalla in cui viene sostituita solamente la parte superiore dell’omero, mentre viene conservata la cavità naturale della scapola, chiamata glenoide.

Curiosità

4 cose da sapere per arrivare preparati all’intervento

  1.     chiedere ogni informazione e chiarire tutti i dubbi con il chirurgo durante la visita
  2.     muovere e rinforzare il più possibile i muscoli della spalla con l’aiuto di un fisioterapista, per arrivare all’intervento chirurgico con una situazione muscolare il più possibile conservata
  3.     non fumare nella settimana precedente e successiva all’intervento (il fumo rallenta la cicatrizzazione)
  4.     evitare di mangiare o bere dalla mezzanotte del giorno precedente all’intervento                                                                                        

                                                              

DOPO L’INTERVENTO

In ospedale

  • Medicazione: il paziente troverà una medicazione con garze sulla ferita chirurgica
  • Drenaggi: potrebbe essere presente un drenaggio con la funzione di evacuare possibili raccolte di sangue. Viene rimosso in 1-2 giorni
  • Tutore: l’arto operato è contenuto in un tutore antirotatorio
  • Movimento e fisioterapia: nell’immediato postoperatorio è naturalmente impossibile eseguire i normali movimenti della spalla. Per riportare i movimenti articolari al massimo livello possibile, il programma di riabilitazione fisioterapica, che deve continuare anche dopo la dimissione per circa 4 mesi, inizia fin dalla degenza.
  • Tempo di degenza: 3-4 giorni, salvo complicazioni

A casa

  • Fisioterapia: continuare il programma di riabilitazione che, in genere, inizia con mobilizzazione passiva per 3-4 settimane, poi graduale mobilizzazione attiva della spalla. In questa fase, i trattamenti fisioterapici sono particolarmente intensi, ma è importante lavorare con costanza e svolgere gli esercizi consigliati, nonostante la spalla sia ancora dolorante. Questo è il momento più importante per riacquistare la massima capacità di movimento.
  • Dopo 14 giorni: rimozione punti di sutura. Si effettua in ambulatorio. La cicatrice residua sarà di circa 8-10 cm. Molto raramente potrebbero formarsi cheloidi (evoluzione sfavorevole della ferita chirurgica); rivolgersi al medico Curante, al fine di indirizzare il paziente allo Specialista competente.
  • Dopo 6-8 settimane: è possibile ricominciare con le normali attività lavorative, previa visita di controllo in ambulatorio di ortopedia.
  • Controlli: per i primi 3 mesi è previsto un ciclo di controlli. Data e orario sono indicate nella lettera di dimissione. I successivi controlli vengono effettuati presso il reparto, su indicazione del Medico e su prenotazione interna.
 Il numero dei controlli può variare in base alla tipologia del trattamento e del decorso clinico.

Portare la documentazione relativa all’intervento a ogni controllo

E’ necessario ricordare che il graduale recupero della forza dell’arto richiede di solito un tempo che varia in base al grado di rigidità articolare, dolore e ipotrofia muscolare precedenti all’intervento.