Prevenzione

Spalla, dopo che si è lussata, c’è il rischio di una nuova lussazione?

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La spalla si lussa una volta e il timore che la lussazione accada ancora è forte. Esiste una  sorta di “predisposizione” alla lussazione di spalla? E si può evitare che accada ancora? Lo spiega il dottor Michele Verdano, specialista in ortopedia e traumatologia della spalla a Parma.

Una volta lussata, per la spalla esiste un rischio variabile di una nuova lussazione. «Alcuni fattori soggettivi come l’età, il tipo di attività fisica praticata, i danni provocati dal primo trauma, possono aumentare il rischio che si verifichi una nuova lussazione della spalla – spiega il dottor Michele Verdano, ortopedico della spalla. – Ad esempio, un paziente giovane corre un pericolo maggiore di una nuova lussazione così come chi pratica uno sport da contatto come il judo o il rugby è più esposto a una recidiva, oppure chi, a seguito di una prima lussazione, presenta piccole fratture, distacchi ossei e lesioni delle capsule legamentose».

Come ridurre il rischio di una nuova lussazione?

La riabilitazione è una parte importante del trattamento per la lussazione della spalla e permette al paziente di recuperare la normale funzionalità articolare e rinforzare la muscolatura. «Il periodo di riabilitazione – afferma lo specialista – serve anche a ridurre il rischio di una nuova lussazione. Tuttavia questo non vuol dire che subito dopo sarà possibile ritornare a praticare sport senza problemi. In alcuni casi, infatti, è necessario intervenire chirurgicamente, ovvero quando il rischio recidiva è alto o quando il paziente ha una richiesta funzionale molto elevata, come negli alteti».

Esiste una “predisposizione” alla lussazione della spalla?

Alcune attività che comportano gesti sportivi o lavorativi overhead, cioè movimenti ripetuti delle articolazioni al di sopra della testa, associate a una “predisposizione” dovuta a legamenti meno robusti del normale, determinano una forma di instabilità della spalla anche in assenza di un trauma certo. «I soggetti che presentano questa condizione – spiega il dottor Michele Verdano – avvertono una sensazione come se la spalla stesse per “uscire” dalla sua sede. In casi come questi, che spesso riguardano chi pratica sport come il tennis, la pallavolo o la ginnastica artistica, il trattamento è di tipo conservativo, ovvero fisioterapia e valutazione degli aspetti funzionali dell’articolazione. Se questa terapia fallisce, – conclude l’esperto – si dovrà considerare un’eventuale soluzione chirurgica».

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Dottor Michele Verdano

Specialista in Ortopedia e Traumatologia della Spalla. Socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia della Spalla e del Gomito, ha pubblicato 14 lavori scientifici principalmente sulle patologie di spalla e, fino ad oggi, sono oltre 2.500 gli interventi alla spalla che ha effettuato, in prevalenza con tecnica artroscopica.

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